Le caratteristiche della dieta pegan

Caterina Stabile

Le caratteristiche della dieta pegan

Nel 2019 si conferma l’interesse nei confronti delle diete che nobilitano l’importanza dei grassi rispetto al consumo dei carboidrati si tratta delle cosiddette diete chetogeniche nel cui elenco figura la dieta pegan, formulata dal medico statunitense Mark Hyman.

A caratterizzare questo regime alimentare che privilegia il consumo di un alto contenuto di grassi a fronte di un basso apporto di carboidrati, nello specifico si caratterizza per essere un mix tra dieta vegana e dieta paleolitica, evitando gli eccessi ma anche i tagli drastici. In pratica la dieta pegan non elimina nessuna categoria alimentare (fatta eccezione per i latticini), a patto però che il soggetto che vuole seguirla no presenti una condizione patologica.

La notorietà di questa dieta messa a punto da Hyman si deve quindi alla sua strutturazione ben bilanciata, prevedendo un limitato consumo di carne e pesce di buona qualità, che devono essere assunti in ridotte quantità

Questo regime alimentare consiglia di evitare i cibi trasformati ed industriali, primi tra tutti zuccheri ed amidi, meglio invece assumere regolarmente alimenti vegetali, proteine e grassi sani. La notorietà di questa dieta messa a punto da Hyman si deve quindi alla sua strutturazione ben bilanciata, prevedendo un limitato consumo di carne e pesce di buona qualità, che devono essere assunti in ridotte quantità. Gli alimenti di origine animale non devono essere esclusi completamente, possono essere consumati  a patto che provengano da allevamenti biologici e sostenibili, quindi la dieta invita a fare attenzione alla provenienza delle proteine animali. Sarebbe meglio evitare i latticini per scongiurare i possibili problemi gastrointestinali e di assimilazione, invece per favorire il regolare apporto di calcio di cui necessita il corpo il medico statunitense Mark Hyman suggerisce di assimilarlo direttamente dall’acqua. La dieta pegan prevede inoltre una quantità moderata di cereali, circa mezza tazza per pasto, per limitare i possibili effetti negativi del glutine, si consigliano soprattutto il riso nero e la quinoa perché senza glutine e dal basso contenuto glicemico. La totale eliminazione del glutine deve essere rispettata solo nel caso in cui il soggetto soffre di infiammazioni croniche. Tra gli obiettivi che si pone questa dieta, che riduce il consumo di carboidrati e zuccheri per stabilizzare la glicemia, vi è non solo la promozione della perdita di peso ma anche la capacità di abbassare il colesterolo e di conseguenza di fornire una buona prevenzione contro il diabete e le malattie cardiovascolari.