Ludopatia in Italia: quali sono le regioni più virtuose?

Marco Quintieri

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Che cos’è la ludopatia? La ludopatia, più propriamente detta gioco d’azzardo patologico, è una malattia riconosciuta nel DSM come dipendenza comportamentale.

Essa è caratterizzata da pensieri e comportamenti diretti costantemente all’attività del gioco d’azzardo senza riuscire a frenarsi, pur sapendo che questo comportamento può portare all’autodistruzione. Alcuni dei sintomi che si evidenziamo nei casi di ludopatia sono: volontà di giocare cifre di denaro sempre maggiori, irritabilità quando si prova ad interrompere l’attività, tentativo disperato di recuperare le perdite scommettendo altri soldi, essere disposti a tutto pur di ottenere il denaro per giocare, anche commettere illeciti, compromettere relazioni anche molto significative per il gioco d’azzardo.

Il fenomeno in Italia
In Italia solo recentemente si è iniziato a considerare questo fenomeno come una malattia vera e propria, e ad istituire associazioni e servizi adatti alla diagnosi e alla cura della ludopatia. I numeri del fenomeno sono impressionati: circa 10mila italiani ne sono affetti, e questo è un numero in continuo aumento, senza considerare le migliaia (forse milioni) persone interessate dalla malattia ma ancora senza diagnosi. Molto spesso i soggetti interessati al gioco, in particolare a quello online su siti quali bet365 casino, sono giovanissimi, circa uno su due nella fascia di età dai 13 ai 18 anni. Essendo praticato da più della metà degli italiani, le possibilità che il gioco d’azzardo diventi ludopatia sono alte. Perché questi numeri?
Il gioco d’azzardo è un business che fa gola a tanti, con un giro di affari intorno ai 5 miliardi di euro all’anno di entrate solo per lo stato. La maggior parte degli incassi vengono ricavati dalle slot machine, molto diffuse da nord a sud, con una media di una slot ogni 143 abitanti.
Uno studio condotto dalla SII.Pa.C. (Società Italiana di Intervento per le Patologie Compulsive) riporta che quasi un milione di italiani presenterebbero almeno un sintomo del gioco d’azzardo patologico, con una continua espansione sopratutto tra la popolazione femminile.

Azioni di contrasto alla ludopatia
In termini di gioco le regioni italiane con una popolazione maggiormente incline all’azzardo sono la Lombardia, in testa a questa poco invidiabile classifica, seguita da Lazio e Campania. In generale l’Italia si piazza al primo posto nella classifica europea del gioco d’azzardo e terza nel mondo.
Alcune regioni italiane si sono mobilitate deliberando leggi per contrastare il fenomeno vista l’assenza di legislazioni specifiche a livello nazionale,come Emilia Romagna, Lazio, Liguria e Lombardia, ma sembra che anche altre altre regioni abbiano intenzione di seguire questo percorso.
In questo senso sono utilissime anche le disposizioni che provengono dagli enti locali: a Faenza ad esempio, in provincia di Ravenna, il comune ha stabilito che all’interno di ogni sala da gioco deve essere presente uno psicologo.
L’Abruzzo ha alleggerito l’irap per le attività commerciali che decideranno di dismettere le apparecchiature per il gioco.
La regione Umbria ha emanato un decreto con il quale viene vietata la presenza di sale da gioco nel raggio di 500m intorno alle scuole e ad altre strutture sensibili.
Dal 2015 in Piemonte è in vigore un’ordinanza che alleggerisce costi e tasse delle attività sprovviste di apparecchi per il gioco d’azzardo, stessa soluzione adottata in Lombardia per tutti gli esercenti che sceglieranno di liberarsi delle famigerate “macchinette”.
Inoltre una dopo l’altra, le province italiane stanno disponendo degli orari più ridotti in cui è possibile accedere a slot e videolotterie.
Con la diffusione di internet è diventato dilagante anche il gioco d’azzardo online, un fenomeno evidentemente ancora più complicato da tenere sotto controllo. Regioni e Comuni hanno un potere legislativo limitato, la speranza è che disposizioni in tal senso arrivino a livello nazionale per contrastare un fenomeno così dilagante sopratutto in questi ultimi anni.