Le proprietà salutari del daikon

Caterina Stabile

Le proprietà salutari del daikon

I superfood arrivati da lontano sulle nostre tavole sono sempre più numerosi perché assicurano diverse proprietà benefiche, e nella lista dei cibi dalle virtù biologiche da stimare va inserito il daikon.

Si tratta di un alimento originario del Giappone simile al comune ravanello, per questo il daikon è noto anche con il nome di ravanello bianco o giapponese.

Antiossidante e digestivo, non è consigliato per coloro i quali soffrono di patologie tiroidee

Questa radice commestibile del Raphanus sativus dalle dimensioni importanti si caratterizza per un distintivo sapore che ricorda il ravanello, anche se è più dolce e fresco se si assaggia la parte alta, mentre la parte inferiore tende a far sentire un gusto più piccante. Si raccomanda il consumo del daikon per il suo basso apporto calorico: 100 g di daikon fresco sono pari a 18 Kcal. La radice può essere mangiata cruda o cotta; ad esempio fresca può essere tagliata a strisce o spicchi sottile ed aggiunta ad insalate, oppure può essere cotta ed inserita come ingrediente di minestroni, vellutate, zuppe oppure si può usare per insaporire cereali o legumi. Il daikon assicura diversi principi attivi, soprattutto se viene consumato crudo, in particolare è ricco di antiossidanti che contribuiscono a mantenere l’integrità funzionale e strutturale di diversi tessuti del corpo. Diversi studi scientifici hanno confermato che questo superfood è in grado di rendere più fluida la digestione, soprattutto dopo un pasto troppo abbondante o particolarmente ricco di grassi. Il ravanello giapponese possiede inoltre proprietà reidratanti, da ascrivere all’alta quota di acqua ed alla concentrazione di potassio. La presenza di enzimi e di glucosinati attribuisce alla radice un effetto epatoprotettore contrastando così le insidie delle sostanze tossiche; non vanno poi trascurate le sue proprietà antisettiche che agiscono a livello intestinale e quelle antiemetiche. Esistono delle controindicazioni per quanto riguarda il suo consumo, non è consigliato il ravanello giapponese ai soggetti che soffrono di patologie tiroidee, questo perché la radice è una fonte di isotiocianati, delle sostanze che possono alterare la normale funzionalità della tiroide.