I pannoloni da uomo, un indispensabile aiuto per una vita più serena

Marco Quintieri

L’avanzare dell’età e la presenza di problemi di salute possono generare l’insorgenza di situazioni di incontinenza urinaria più o meno diffusi e gravi.

In questi frangenti, al fine di evitare spiacevoli episodi, i pannoloni per uomo possono costituire un validissimo supporto, evitando che una carenza di controllo della vescica (o dell’intestino) possano generare delle ripercussioni significative nella propria serenità e nella propria dignità.

L’incontinenza, cioè l’incapacità di trattenere i propri bisogni fisiologici, è un disturbo molto frequente nella popolazione. Essa colpisce solo in Italia 5 milioni di persone, di cui il 60% sono donne sopra i 40 anni. Nonostante questa statistica, però, si tratta di un disturbo che colpisce anche gli uomini più di quanto si pensi.
I pannoloni uomo, infatti, sono degli ausili che possono essere utilizzati nei confronti di tutte quelle persone che, per vari motivi, hanno un’incontinenza urinaria o fecale. Sebbene si possa ricorrere al loro utilizzo per periodi transitori (ad esempio, successivamente ad un importante intervento chirurgico con degenza prolungata), nulla vieta che possano essere utili per un periodo di tempo più esteso, grazie alla loro comodità e alla possibilità di essere sostanzialmente invisibili se indossati sotto i comuni vestiti. Ovviamente, viene da sé che è opportuno monitorare l’uso di questi ausili al fine di confermare ancora la loro idoneità al sostentamento delle esigenze di salute dell’anziano.

Chiarito ciò, il passo successivo è la scelta dei pannoloni uomo. È evidentemente importante tenere a mente quelle che sono le esigenze dell’anziano, o della persona che in quel frangente ha difficoltà a controllare alcune funzioni corporee, e, in particolare, occorre valutarne le caratteristiche in base alle capacità funzionali del paziente, della tipologia di incontinenza subita e dalla sua relativa gravità, oltre alla possibilità che l’anziano disponga o meno di assistenza personale.
In commercio è facile trovare diverse tipologie di pannoloni, come ad esempio le mutandine con chiusura laterale. Questi sono ausili particolarmente adatti alle persone che soffrono di incontinenza fecale, poiché molto utili nel contenere le perdite e trattenere gli odori. Tuttavia, richiedono un attento e costante controllo poiché la bassa traspirazione della pelle e il contatto con le perdite potrebbe causare infiammazione e irritazione. 

Per chi ha una pelle particolarmente sensibile, invece, esistono i pannoloni uomo più sagomati: riducono la possibilità che si verifichino delle irritazioni e sono generalmente caratterizzati da un maggiore comfort rispetto a tutti gli altri modelli. Questi, però, sono adatti di solito a persone che hanno solo un’incontinenza urinaria. 

Infine, esistono i pannoloni rettangolari che sono appositamente pensati per tutte quelle persone che soffrono di maggiori irritazioni alla pelle, a causa di una cute particolarmente sensibile, poiché sono più leggeri ma, di contro, meno in grado di trattenere gli odori. Questo modello ha infatti la necessità di essere sostituito più spesso e quindi usati su persone che possono disporre di una buona autonomia o di una frequente assistenza personale. 

In Italia, in presenza dei requisiti, viene garantita una fornitura standard: l’iter per ottenere i pannoloni per incontinenti è stabilito dal Decreto Ministeriale Sanità 321 del 31 maggio 2001 e prevede che ci sia la prescrizione da parte di uno specialista del Ssn, l’autorizzazione dell’ASL e la consegna in farmacia o a domicilio. La prescrizione dura un anno ed è rinnovabile. Il problema di questo sistema risiede nel fatto che solo il 66% degli ausili necessari viene fornito (il 34% dalle famiglie stesse) e risulta un’insoddisfazione del paziente in termini di quantità e qualità.

Salvaguardare l’omogeneità, l’appropriatezza e da lì l’efficacia di un servizio garantisce la soddisfazione dei pazienti, che risultano già essere colpiti a livello psicologico, e deve essere il primo obiettivo di un servizio sanitario.