Cosa fare per diventare massaggiatori professionisti

Marco Quintieri

La figura di un massaggiatore professionista può corrispondere a quella di un fisioterapista o a quella di un estetista, ma in tutti e due i casi è indispensabile seguire uno specifico percorso di formazione. In particolare, gli aspiranti fisioterapisti sono tenuti a iscriversi al corso di laurea in fisioterapia, della durata di tre anni, che prevede un test di ingresso e, quindi, il numero chiuso per gli accessi, visto che fa parte della facoltà di medicina e chirurgia. Nel caso in cui si decida di frequentare una scuola per estetisti, invece, si acquisiscono le competenze necessarie per eseguire massaggi estetici con dei macchinari ad hoc: i corsi sono organizzati a livello regionale e durano un paio di anni, e devono essere seguiti da un anno di specializzazione o di lavoro, da svolgere in una società di servizi estetici o in un centro estetico.

Gli operatori massaggiatori benessere

Un Corso Massaggio Torino occorre, invece, per intraprendere la professione di operatore massaggiatore benessere: i massaggi benessere non sono terapeutici, mentre possono avere finalità estetica. Il mondo dei massaggi, ad ogni modo, è molto più articolato e variegato, e include anche quelli di riflessologia plantare, quelli eseguiti attraverso la digitopressione, quelli ayurvedici, quelli decontratturanti e quelli olistici.

I massaggiatori olistici

Vale la pena di saperne di più sul massaggio olistico, che è sempre più richiesto e che viene praticato per il trattamento degli stati di tensione e stress. Esso ha lo scopo di garantire il ripristino del corretto benessere, sia sul piano fisico che a livello psicologico, soprattutto in seguito a stati di affaticamento e di contrazione dei muscoli. Non sono poche le persone che avvertono la necessità di uno o più massaggi olistici grazie a cui rilassarsi e sentirsi bene; i vantaggi sono evidenti anche sotto il profilo fisico, visto il miglioramento del tono generale della pelle, dei tessuti e dei muscoli.

I massaggiatori sportivi

Un discorso a parte è quello che riguarda il massaggio sportivo, le cui tecniche possono essere apprese nell’ambito di corsi che siano riconosciuti dal Coni: essi hanno a che fare con la cura dei muscoli degli atleti, siano essi amatoriali o professionisti. Per altro, non sempre è così netta e ben definita la linea di demarcazione che separa le varie tipologie di massaggio: anche per questo motivo è compito degli operatori preoccuparsi di seguire e di rispettare una formazione trasversale che risulti il più possibile completa, anche per adattarsi alle richieste della clentela.

Come cominciare

Se si è interessati a diventare dei massaggiatori professionisti, il punto di partenza non può che essere rappresentato da un corso di massaggio di primo livello, cui poi seguirà una formazione più elaborata. Nel momento in cui ci si approccia a questo settore con l’intento di avviare una carriera, è bene essere consapevoli di un universo alquanto competitivo: proprio per questa ragione la formazione verticale non si può arrestare dopo il conseguimento della prima certificazione ma dovrebbe continuare in direzione del secondo livello. I massaggi infantili, quelli indiani ayurvedici, quelli correlati alla digitopressione, eccetera, sono tutti esempi di possibili approfondimenti a cui ci si può dedicare.

Le soft skill

Anche nell’ambito dei massaggi è opportuno essere in possesso di competenze trasversali che non hanno direttamente a che fare con quelle tecniche: al di là del talento personale, per esempio, c’è bisogno di una buona dose di carisma, che consenta di instaurare un eccellente feeling con la clientela. Essere in grado di infondere energia positiva con il proprio tocco non è solo questione di pratica imparata sui libri, ma soprattutto capacità di creare un contatto diretto con l’altra persona, cogliere i suoi bisogni e intercettare le sue preferenze.