La sindrome del supergenitore

Caterina Stabile

La sindrome del supergenitore

I pedagogisti hanno individuato nella sindrome del supergenitore, una vera e propria malattia che tende a colpire non solo madri ma anche i padri della società moderna che mostrano troppo spesso un atteggiamento eccessivamente solerte ed apprensivo nei confronti dei propri figli, indipendentemente dalla loro età.

Questa condizione finisce per danneggiare i rapporti all’interno del nucleo familiare dal momento che l’eccesso di cura nuoce ai figli e rende i genitori vittime inconsapevoli del loro ruolo genitoriale.

I soggetti colpiti dalla sindrome del supergenitore sin dalla nascita dei loro figli si sentono responsabili in prima persona della loro felicità e della condizione di benessere fisico ed emotivo. Questa malattia tende a colpire con maggiore frequenza le mamme moderne che dimostrano un allarmante comportamento, che le porta costantemente a mettersi in azione per prevenire qualunque insoddisfazione oppure infelicità dei figli, un atteggiamento che condiziona la loro stessa vita scandita da un cronico stato di ansia e preoccupazione.

Genitori-troppo-apprensivi

I genitori vittime di questo stato morboso di vivere il loro ruolo genitoriale sono pervasi da una sensazione di inadeguatezza dal momento che ritengono di non fare mai abbastanza, risentono così di un senso di colpa che li porta a non sentirsi all’altezza di fare da genitore. Per superare gli effetti negativi associati alla sindrome del supergenitore, i pedagogisti invitano le madri ed i padri a non cercare di essere genitori perfetti, ma sufficientemente buoni, e per applicare questa linea guida sarebbe opportuno abbassare le aspettative non solo nei confronti di se stessi, ma anche dei propri figli, in questo modo si riduce lo stato di ansia ed il senso di frustrazione. Sono maggiormente inclini a risentire delle conseguenze della sindrome del supergenitore i genitori con figli nella fase della preadolescenza quando i ragazzi assumono un atteggiamento di ribellione con l’obiettivo di acquistare una maggiore indipendenza, per questo cercano di negare quanto fanno per loro i padri e le madri. Per superare lo scoramento ed abbattimento provocato da tale negazione bisognerebbe affrontare direttamente la prole evitando un atteggiamento di rottura, sociologi e pedagogisti invitano i genitori a chiedere ai figli di mostrare apprezzamento; oltre a questa strategia comunicativa si dovrebbe concedere maggiore libertà ai figli lasciandoli anche in balia dei loro sbagli in modo da renderli protagonisti delle proprie scelte.