Allattamento al seno cosa mangiare

Caterina Stabile

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Allattamento al seno cosa mangiare. L’allattamento è un aspetto misterioso ed affascinante della vita di una donna, ma talvolta anche difficile, crea un legame molto particolare tra madre e figlio. Allattare significa anche affaticamento mentale e fisico, sacrifici alimentari e di comportamento per le mamme e possibili rischi sia per il bambino che per la mamma: uno di questi è rappresentato dalle ragadi, piccole lacerazioni di capezzolo ed aureola che provocano fitte ed aprono la strada ai batteri, sfociando in mastite un’infezione che può evolvere in ascesso; il nutrimento insufficiente per il bambino ed un intenso dolore al seno sono altri problemi molto diffusi, che rendono talmente fastidiosa l’esperienza dell’allattamento, da provocarne in alcuni casi la sospensione o la rinuncia da parte della mamma.

Prima attaccherete il bambino al seno, prima il neonato potrà godere dei benefici del colostro, una sostanza che forma una specie di barriera protettiva contro i batteri. Il colostro fornisce al bambino gli anticorpi per le malattie alle quali la madre è già resistente. Pronto nel seno alla fine della gravidanza, il colostro è la primissima forma di latte, ricco di proteine, e costituisce un alimento ad alta concentrazione ideale per il primo pasto del bambino. Quindi attenzione: non lavate i capezzoli prima di allattare, i bambini sono attratti anche dall’odore e preferiscono decisamente quello della propria mamma piuttosto che quello della saponetta.

La cosa importante è che il latte sia disponibile per il bambino. La semplice azione del succhiare, per quanto possa essere piacevole per il piccolo, non è sufficiente per alimentarlo: egli deve inghiottire il latte per potersi nutrire.
Anche prima dell’instaurarsi del riflesso di lattazione, il bambino riesce a succhiare il latte, perché questo si raccoglie nei condotti collegati con il capezzolo. Viene chiamato primo latte ed è ricco di proteine e tiene il bambino felicemente occupato nutrendolo quanto basta prima che si formi il latte vero e proprio. Ma se il bambino riesce a mangiare solo il primo latte perché non succhia abbastanza a lungo da stimolare il riflesso della lattazione, il latte vero sarà scarso o addirittura assente.

Se siete in difficoltà o se provate imbarazzo o se state attraversando un periodo di ansia, paura o rabbia, il riflesso di lattazione tarderà ad arrivare e qualche volta addirittura mancherà. Diventa importante prepararsi all’allattamento durante i primissimi giorni dopo il parto, e sarà d’aiuto il consiglio di una persona esperta. Ma a volte basta semplicemente seguire la propria natura e quella del bambino.

 

Attaccarlo al seno: al momento della nascita ha bisogno di essere attaccato presto al seno, già nelle prime due ore, così che possa nutrirsi del colostro, ricco di anticorpi preziosi, e per soddisfare il bisogno di suzione molto elevato in questo momento, quasi a ricercare di nuovo mamma, quasi a essere rassicurato che mamma c’è davvero e che continua a nutrirlo anche in questa nuova condizione e che non deve avere paura.

Tenerlo con sé: se si partorisce in ospedale bisogna assicurarsi di praticare il rooming-in: la possibilità di tenere il tuo neonato sempre con sé.
Allattarlo ogni volta in cui si sente che lo desidera: bisogna imparare ad interpretare e capire i segnali che il bambino comunica. Per lui non valgono assolutamente le regole dell’adulto per cui è bene non saltare i pasti, avere una regolarità nell’alimentarsi, né troppo, né troppo poco. Il bambino sa quando è ora di dire basta.

Se hai difficoltà non temere, solo 1 mamma su 1000 per motivi fisiologici non può allattare. Se il latte non arriva o qualcosa non va nel verso giusto, l’importante è sapersi ascoltare. Può essere solo timore ad attaccarlo, o non si riesce ad assumere la posizione più adatta per entrambi.

Per permettere ad ogni mamma che lo desidera di allattare il proprio piccolo, esistono dei naturali, preventivi ed allevianti, che riguardano la posizione corretta dell’allattamento, una delle prime regole per vivere questa esperienza in modo gioioso ed indolore.

Le posizioni più giuste per allattare al seno il proprio bambino sono principalmente tre.
– La “culla” o “abbraccio” è la classica posizione, propria dell’immaginario collettivo: la mamma è seduta e tiene con le braccia il bambino verso di sé, come abbracciandolo; la pancia del piccolo preme contro quella della madre, la sua testa deve poggiare su un avambraccio della mamma verso il gomito, il nasino deve rimanere ad altezza capezzolo, perché questo sia facilmente raggiungibile dalla bocca; è importante che la mamma abbia piena coscienza della forza delle sue braccia che devono sostenere il peso del bambino per tutta la durata del pasto. Risulta fondamentale che il corpo del bambino sia in asse rispetto all’anca, alla spalla ed all’orecchio;

– L’abbraccio “trasversale” o “incrociato” è la posizione più adatta per i bimbi che hanno difficoltà nel prendere il latte dal seno e per i più piccolini, nati prematuri; tenendo la schiena e la testa del bambino con il braccio opposto rispetto al seno che allatta, la mamma riesce a sostenere meglio il neonato, tenendolo fermo e con la pancia del piccolo rivolta a quella della madre;

– La posizione “rugby” deve il suo nome a come il braccio sostiene il bambino, tenendolo sotto l’ascella, simile a quella dei giocatori con la palla da rugby: il bambino è sdraiato accanto alla madre con le gambe rivolte alla parte posteriore del suo corpo, mentre la mamma sostiene la nuca del bambino aiutandolo a prendere il capezzolo. Questa posizione è ideale per i gemelli, per bambini particolarmente piccoli, per mamme con seni molto grandi oppure con capezzoli piatti o rientranti o ancora con ragadi e ingorghi della mammella.

Altri consigli da tenere presenti per un corretto allattamento: lavarsi sempre le mani prima della poppata; aiutare il piccolo ad attaccarsi al capezzolo, se necessario comprimendo un poco quest’ultimo. Bisogna non perdere la naturalità dei gesti propri dell’allattamento, la delicatezza e la cura, perché una volta trovata la posizione corretta e più congeniale al proprio caso, si risolveranno problemi che sembrano insormontabili.