Arredamento ecosostenibile

Marco Quintieri

Avete bisogno di rinnovare la vostra casa o il vostro locale commerciale, ma non avete un budget elevato? Siete sempre attenti a comprare prodotti “bio”, “vegan” e a basso risparmio energetico, ma vi chiedete contemporaneamente quale possa essere il reale impatto ambientale della vecchia poltrona del salotto, ormai da buttare? Da un po’ di tempo il mondo dell’arredamento di design ha cercato di rispondere alle vostre domande, realizzando in maniera sempre maggiore dei mobili belli, moderni e contemporaneamente ecosostenibili.

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Arredamento low cost

A questo punto l’obiezione che potrebbe venirvi in mente è se convenga davvero puntare su questo genere di mobili e suppellettili o se, visto che le materie prime sono spesso prese da altri oggetti, magari non più utilizzabili, si rischia di perderci non solo nel prezzo, ma anche nella qualità. Ovviamente, trattandosi di sostanze quasi sempre di natura organica (pietre a parte) c’è bisogno di piccole attenzioni in più da parte nostra che, a lungo andare, garantiranno elevate performance del vostro mobile.

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Come accade per gli strumenti di elettronica, dove sta iniziando ad espandersi l’idea degli oggetti ricondizionati (posseduti da altri in precedenza, ma dagli standard e componenti verificati e ripuliti prima di essere immessi nuovamente nel mercato) a costi molto più bassi di quelli appena usciti dalla fabbrica, anche nell’arredamento vale un po’ la stessa cosa: se le componenti sono ancora valide, la possibilità di riutilizzare quelle già esistenti e ancora performanti porterà un notevole risparmio economico tanto all’azienda costruttrice quanto al portafoglio del consumatore.

Green Ikea

Anche le multinazionali del settore si stanno lentamente adattando a questa richiesta del mercato: tra tutte, Ikea, memore delle sue origini contadine, non ha mai smesso di pensare all’ambiente, cercando per quanto possibile di sviluppare una filiera di produzione ecosostenibile e a basso impatto ambientale. In questo senso il brand, senza alzare i prezzi (come il volantino pubblicitario Ikea dimostra), continua ad  essere popolare perché le sue creazioni dal design attento alla natura sono accessibili a tutti e non solo a chi ha un budget molto ampio a disposizione.

Una curiosità al riguardo: sapete che il nome IKEA è l’acronimo delle iniziali del fondatore (Ingvar Kamprad), della sua fattoria (Elmtaryd) e del vicino villaggio di Agunnaryd? Quella regione, spoglia e sassosa, ha obbligato le persone a sviluppare il massimo con le poche risorse disponibili. Per questo motivo il marchio, in tutte le filiali sparse nel mondo, ha creato delle linee guida da seguire proprio per far diventare Ikea una multinazionale green nel più breve tempo possibile, pur mantenendo i suoi standard nel rapporto qualità/prezzo.

Come può il consumatore attento tenere sotto controllo questo aspetto? Intanto sul sito c’è proprio una sezione specifica dove vengono pubblicati periodicamente i risultati aziendali sull’eco-sostenibilità raggiunta. In più, come ultima cosa, potreste aver già iniziato a notare l’utilizzo sempre maggiore di materiali riciclati sia nei prodotti che nelle confezioni.

Per questo motivo, se volete dare un’occhiata al catalogo e alle promozioni Ikea, a meno che non vogliate fare del negozio della vostra città la meta per un pomeriggio di shopping, è bene fare affidamento a siti internet, quali www.kupino.it, che raccolgono per voi tutti i principali volantini (che sia arredamento, cibo, abbigliamento o vacanze poco importa) in formato elettronico: in questa maniera potete sapere in anticipo se e quale struttura ha il prodotto che vi serve, magari anche a prezzi scontati.

Se siete persone ricche di inventiva, i tutorial sul riciclo creativo che trovate ovunque su internet vi consentiranno di avere a costi molto bassi (non ci pensiamo mai, ma spesso basta solo un pennello e un barattolo di vernice, possibilmente ad acqua) dei mobili o componenti d’arredo che diventeranno pezzi unici.

Non avete manualità o creatività? Cercate prodotti fatti con il legno di recupero o che riportino la sigla FSC (acronimo per Forest Stewardship Council). Questo marchio garantisce che la materia prima vegetale proviene da foreste gestite con metodi poco invasivi e dunque rispettosi sia dei tempi di ricrescita degli alberi che della biodiversità.