Il corpo umano: il nuovo romanzo di Paolo Giordano

Caterina Stabile

Il corpo umano, romanzo, Paolo GiordanoIl corpo umano: il nuovo romanzo di Paolo Giordano. Paolo Giordano, dopo il successo del suo primo romanzo La solitudine dei numeri primi, ha recentemente pubblicato il suo secondo libro Il corpo umano, edito da Mondadori. Il romanzo affronta il rapporto travagliato tra corpo umano e persona, attraverso il suo racconto l’autore fa comprendere come le necessità del corpo non sempre coincidano con quelle della mente, in questo modo il corpo è interprete delle esigenze dell’istinto e diviene mezzo per evadere dalle coercizioni imposte dall’anima, dai rimorsi, dai ricordi e dalle regole morali. Ma il corpo umano è soprattutto sinonimo di fragilità e vulnerabilità, essendo la parte dell’uomo che si fa carico delle ferite e dai dolori della vita. Il corpo umano ha come protagonisti principali dei giovani soldati in missione in Afghanistan, al comandato dal maresciallo Antonio René, l’ultimo arrivato, il caporalmaggiore Roberto Ietri, ha solo vent’anni e si sente inesperto, la missione in Afghanistan è la prima grande prova della vita.

I giovani soldati prima di partire per la missione non sanno che sono diretti in uno dei posti più rischiosi nell’area del conflitto: la forward operating base (fob) Ice, nel distretto del Gulistan, “un recinto di sabbia esposto alle avversità”, dove non c’è niente, soltanto polvere, dove la luce del giorno è così forte da provocare la congiuntivite e la notte non si possono accendere le luci per non attirare i colpi di mortaio. Nella forward operating base svolge il suo servizio anche il tenente medico Alessandro Egitto, rimasto in Afghanistan come volontario, per sfuggire ad una situazione privata che considera più pericolosa della stessa guerra. I soldati sono vessati dal caldo, si annoiano ma allo steso tempo convivono con una paura costante che non li abbandona mai, per rendere la loro vita nel campo più normale cercano di ricostruire dentro la fob la quotidianità che conoscono, approfondiscono le amicizie e i contrasti fra loro, cercano di distrarsi e spesso in balia di un’atmosfera euforica si lasciano andare a pericolosi scherzi camerateschi.

Soltanto quando cala la notte, sdraiati sulle brande, i giovani soldati vengono presi di soprassalto dal peso della vita che hanno abbandonato, affiorano i ricordi. Nel silenzio assoluto riescono a sentire il battito del proprio cuore, il ronzio degli altri organi interni che caratterizza l’attività incessante del corpo umano. L’occasione in cui saranno costretti a addentrarsi in territorio nemico sarà anche quella in cui ognuno, all’improvviso, dovrà fare i conti con ciò che ha lasciato in sospeso in Italia. Al loro ritorno, avranno sorpassato irreversibilmente la linea che separa la giovinezza dall’età adulta. Paolo Giordano delinea nel suo romanzo Il corpo umano i contorni di nuove guerre, spesso taciute ed ignorate, facendo luce su altri conflitti intimi ed umani legati all’ambito familiare, affettivo non trascurando quelli sanguinosi e senza termine contro se stessi.