Avengers: Age of Ultron

Stefano Parisi

Age of Ultron

Lo S.H.I.E.L.D. è stato smantellato e tutti i Vendicatori sono pronti ad agire.

Tony Stark ha voluto dare vita al nuovo progetto di Ultron, l’intelligenza artificiale che si occupa della  protezione del mondo.

Questa è l’armatura che si vorrebbe togliere di dosso e con la quale vorrebbe proteggere il pianeta.

Ultron presenta un proprio concetto di conquistare la pace e  l’idea di base che prevede la distruzione degli Avengers.

Dopo le manipolazioni che Wanda ha provato sulle loro menti, con l’arrivo di nuove coscienze, traumi e sensi di colpa di tutti, la squadra vuole unirsi nonostante tutto per poter fermare il nemico e quindi recuperare la gemma dell’infinito.

Dopo essere stato sommerso dal successo Joss Whedon ha saputo, come dimostra con questo secondo film, di potersi districare e di poter continuare l’opera senza per nulla smarrire la propria ispirazione, sostituendo la sorpresa sfumata con nuovi arrivi e nuove idee.

E’ stato posticipato il faccia a faccia con Thanos; per questo episodio si deve  rimanere sulla Terra, anche se l’America non è più al centro della mappa.

A l progetto c’è da segnalare l’ingresso nel gruppo dei gemelli Maximoff, Pietro e Wanda, e il personaggio  più noto di Visione, che viene impersonato da Paul Bettany.

Le dinamiche più intriganti sono all’interno del gruppo originario, come  i sentimenti che scaturiscono tra Natasha e Bruce Banner.

Le risate vengono meno ma si eleva il concetto sull’intelligenza artificiale sia sotto il lato concettuale sia su quello cinematografico.

La scrittura e la regia hanno assicurato un ottimi equilibrio tra le forze promosse in campo, specie quelle degli Avengers, dopo aver superato e dominato  la superiorità di Ironman, Thor e Hulk con uno spiccato  protagonismo di Occhio di Falco e Black Widow.

Con questo film  Whedon si conferma il vero ed assoluto leader del gruppo.