Puntura di medusa come comportarsi: consigli e rimedi

Caterina Stabile

Puntura di medusa come comportarsi: consigli e rimedi

Nel caso in cui ci si ritrova ad essere vittima di una puntura di medusa è importante mantenere la calma per limitare la produzione di adrenalina che potrebbe facilitare la diffusione delle tossine rilasciate dalla medusa nel corpo, è poi importante rivolgersi tempestivamente al personale medico oppure al pronto soccorso, per un trattamento specifico.

Consigli sulle ustioni da medusa

Bruciore e prurito, i primi sintomi…

Chi viene punto da una medusa evidenzia sin da subito dei sintomi caratteristici quali bruciore e prurito, non bisogna però trascurare gli eventuali effetti che possono associarsi ad una puntura di medusa, tra cui lo shock anafilattico: se il soggetto ha difficoltà respiratorie, impallidisce, suda eccessivamente, appare confuso e disorientato e comincia a gonfiarsi in tutto il corpo è bene far intervenire il 118. Oltre al bruciore locale, le cellule urticanti presenti sui tentacoli della medusa, ossia le cnidocisti, possono scatenare diversi tipi di reazioni a livello cutaneo, le manifestazioni dipendono anche dal tipo di medusa responsabile della puntura, in genere si verifica nella zona colpita un certo arrossamento della pelle e compaiono dei piccoli rilievi sulla superficie.

Rimedi contro le punture di medusa

Lavare subito con acqua marina

La prima cosa da fare una volta usciti dall’acqua e lavare la zona con l’acqua marina, mentre si raccomanda di non strofinare nulla sulla pelle interessata dal contatto, per evitare di far penetrare nel profondo la sostanza urticante; nell’immediato poi si possono fare degli impacchi di acqua e bicarbonato per disinfettare e comunque meglio rivolgersi ad un medico che dopo aver preso visione della puntura prescriverà un gel astringente al cloruro di alluminio, per limitare la sensazione di prurito ed inibire la diffusione delle tossine. Tra i rimedi naturali che si possono adottare in presenza di una puntura di medusa si consiglia di applicare topicamente una garza imbevuta con qualche goccia di aceto bianco, in questo modo l’acido presente in esso riesce ad ostacolare la propagazione del veleno in circolo lenendo allo stesso tempo il dolore.