Ritorno al lavoro dopo la maternità: consigli su chi affidare il proprio bambino

Mariella D'Ippolito

Ritorno al lavoro dopo la maternità: consigli su chi affidare il proprio bambino

E cosi tra maternità, che ricordiamo, deve essere richiesta e quindi avvalersene, due mesi prima della data del presunto parto e successivamente per altri tre mesi, e talvolta, per malattia che richiede uno stato di riposo, dietro certificato medico, prima di tali periodi, è necessario riprendere l’ attività lavorativa.

Un cambiamento che comporta degli stress non solo per la mamma ma anche per il bambino, specialmente quando, la legge lo prevede, la mamma decide di rimanere a casa per un periodo più lungo rispetto a quello sopra citato.

Infatti, se da un lato la mamma vive con una certa ansia sia il ritorno stesso all’ occupazione lavorativa, che il dover affrontare la decisione e quindi la scelta migliore su chi affidare il proprio bambino; dall’ altro, il bimbo, che fino ad allora ha avuto come unico riferimento un mondo legato ai propri genitori, vivrà comunque anche lui uno stato di forte disagio, dovuto al distacco.

La cosa importante da fare è stargli accanto, sostenendolo con la vostra comprensione e vicinanza emotiva, accentando, se è il caso, anche nervosismi e ansie.

Facendo ciò, consentirete a vostro figlio di rompere il legame esclusivo senza tensioni eccessive. Ma a chi affidarlo? Questa è una domanda alla quale dovrete dare risposta con debito anticipo, affinchè la vostra scelta possa concretizzarsi in tempo. Infatti se la A chi affidare il bambino quando la mamma torna al lavoro?vostra scelta cadrà su un asilo nido, bisogna tenere conto dell’ iscrizione e delle liste di attesa; se siete indirizzate verso una baby-sitter, allora a questo punto, dovete accertarvi che la persona sia affidabile e, a meno che, non sia già una persona di vostra conoscenza, la certezza sulla sua affidabilità richiede dei mesi. Tutto ciò non ha senso se decidete di affidarlo ai nonni, persone della famiglia, con i quali il bambino è già abituato a convivere o comunque condividere con loro momenti della giornata.  Ricordate inoltre, che se il bambino è timido e introverso, forse sarebbe meglio affidarlo ad un’ unica persona che possa coccolarlo e farlo sentire al sicuro, quindi una baby-sitter; se invece è vivace e socievole potrà trarre maggiore profitto dallo stare con altri coetanei. Qualunque sia la scelta non aspettatevi mai grandi entusiasmi…i bambini amano le proprie abitudini, in quando conferiscono loro maggiore sicurezza. Inoltre, sarebbe bene, realizzare questi cambiamenti, un pò alla volta, in maniera tale che il bambino possa assorbire gradualmente l’ evoluzione e l’ esperienza del distacco.