Disturbi del linguaggio: La logopedia un aiuto fondamentale per comunicare

Mariella D'Ippolito

Disturbi del linguaggio: La logopedia un aiuto fondamentale per comunicare

Con il termine logopedia si racchiude una branca della medicina che mira a curare e prevenire patologie legate al linguaggio, alla comunicazione, nonché altri legati a disturbi cognitivi che creano problemi legati alla memoria e all’apprendimento.

Il linguaggio altro non è che un elemento centrale del buon funzionamento neuropsicologico del bambino

Nell’ambito della medicina parlare di comunicazione e/o linguaggio in termini generici risulta essere molto riduttivo, sicuro è che quando ci accingiamo a parlare di comunicazione, anche senza essere medici, comprendiamo che questa include gesti, costruzione di una frase, tempi di comunicazione e anche intonazione della voce. Quando tutto ciò presenta dei disturbi, che possono andare dal balbettio al difetto di pronuncia, per citare qualche esempio, è necessario far scattare il famoso campanello d’allarme. Infatti il linguaggio, quindi una delle funzioni che permettono una comunicazione, altro non è che un elemento centrale del buon funzionamento neuropsicologico del bambino; quando questo presenta delle difficoltà evidenti (anche se talvolta capita che i genitori per paura di affrontare realtà che potrebbero risultare scomode danno colpa alla pigrizia) è necessario intervenire tempestivamente. Ecco perché a volte il logopedista viene affiancato da un neuropsichiatra infantile che insieme individuano la diagnostica dei disturbi al fine di stabilire una terapia.

Dagli studi effettuati è emerso che più di un terzo dei bambini che all’età di due anni mostrano difficoltà nel parlare saranno, nel tempo bambini che denoteranno disturbi del linguaggio.

Tutto ciò, comunque, va visto anche sotto un altro aspetto che comprende lo studio e la verifica di eventuali deficit mentali e/o sensoriali e lesioni celebrali. Stabilita la problematica, il logopedista effettuerà, a secondo della gravità del disturbo, delle sedute dove tramite giochi logopedici attiverà e stimolerà la creatività del bambino, quindi il linguaggio, dove l’elemento fondamentale risulterà quello di creare dell’empatia pura, affinchè si stabilisca un rapporto, per cosi dire fiduciario con il paziente e con i genitori stessi. Per quest’ultimi è necessario comprendere che la collaborazione risulta essere uno dei punti cardini della buona riuscita della terapia; infatti se il logopedista è colui che propone un modello linguistico, il genitore, dovrà gestire le difficoltà del proprio bambino e soprattutto mantenere un frequenza costante e addirittura, definirei invadente, parlando, parlando, parlando…insomma logorroici fino allo sfinimento.

Ad aiutare i genitori che vogliono essere guidati nel percorso di affiancamento del proprio bambino consigliamo di prendere in considerazione informazioni autorevoli che provengono dal web e quindi di avvalersi  a specialisti in logopedia su Guidapsicologi.it