Come lavare i neonati

Mariella D'Ippolito

Come lavare i neonati

Dopo il parto, sicuramente uno dei momenti più belli per una donna,  il ritorno a casa, alle proprie abitudini, alla libertà di muoversi avendo tutto a disposizione, risulta essere il desiderio successivo. Ma attenzione, in clinica o in ospedale, erano le puericultrici ad occuparsi del nostro bimbo: provvedevano a lavarlo, vestirlo, cambiargli il pannolino e medicargli il moncone dell’ ombelico. E ora che fare? Calma! Facciamo un punto della situazione! Sappiamo cambiarlo, vestirlo, l’ ombelico,beh! Fa un po’ impressione, ma sappiamo medicarlo…ma come lavarlo? Quando fare il bagnetto? Quali detergenti usare? Come tenerlo tra le braccia? Sono dubbi leciti, che spesso giungono anche quando non si è alla prima gravidanza o se si è fatto un corso pre-natale.  All’ improvviso, per timore di poter far male al nostro piccolo, la mente si annebbia e, tutto ciò che sapevamo svanisce come una nuvola di fumo.

Ricordate allora che  la pelle dei bebè è cinque volte più sottile di quella degli adulti e quindi è più sensibile, perciò:

  • Per il viso basta usare prodotti non profumati o gli oli vegetali come l’olio di oliva, l’olio ai germogli di grano o l’olio di jojoba.
  • Gli occhi che a volte sembrano incollati, un panno morbido e dell’acqua tiepida dall’ esterno verso l’interno è  sufficiente per risolvere il problema.
  • Per pulire le narici va utilizzato materiale morbido come piccoli batuffoli di cotone agendo delicatamente e spruzzando, se necessario, qualche goccia di soluzione fisiologica.
  • Per la pulizia delle orecchie utilizzare batuffoli di cotone imbevuti con acqua tiepida, ricordando che  bisogna agire solo sulla parte esterna.
  •  Per la pulizia dei genitali, attenzione! C’è differenza tra maschietto e femminuccia. Se è un maschietto cercare di tirare un po’ indietro la pelle del pene per pulirlo all’interno del prepuzio, senza forzare. Se è una femminuccia pulire i suoi genitali con un movimento che parte davanti e arriva dietro. Si eviterà cosi di asportare germi dalla zona anale verso i genitali.

Ad ecco giunti al bagnetto.

Questo rappresenta un momento importante, nel quale avviene un contatto, un dialogo tra mamma e bambino.

Ecco perché il momento migliore per il bagno è la sera tra le ore 20 e le ore 22, quando non si è più indaffarati con le pulizie di casa, non si ricevono più telefonate, la cena è già stata consumata e, ci si può dedicare in maniera tranquilla e rilassata al nostro piccolo pargolo, e dove il papà può prendervi parte attivamente. Inoltre, l’ orario serale e l’ effetto rilassante che si genera, preparano il In genere il primo bagno si effettua dopo la caduta del moncone ombelicale.bambino ad una notte serena e tranquilla. In genere il primo bagno si effettua dopo la caduta del moncone ombelicale. Durante i primi giorni è preferibile lavare il neonato con dei batuffoli di cotone imbevuti di acqua tiepida, evitando di immergerlo nell’ acqua. Tutto l’occorrente va preparato prima di iniziare il bagno così da non dover poi correre con il bambino grondante alla ricerca, per esempio, di un asciugamano. Quindi, poggiata la testa e le spalle del bambino sull’ avambraccio, infilatelo  lentamente nell’ acqua con i piedi. Dopo il bagnetto asciuga bene le pieghe di braccia, ginocchia e inguine, il collo, le pieghe del sederino e le ascelle. La vaschetta per il bagno deve essere pratica e su misura per il neonato, di materiale igienico e non scivoloso; meglio se di gomma o di materia plastico. Questi materiali hanno il vantaggio di essere leggeri, facili da trasportare e da svuotare..