Bambini capricciosi: anche i No servono a crescere

Mariella D'Ippolito

Bambini capricciosi: anche i No servono a crescere

Non è certamente semplice fare il genitore, anzi, forse è il “mestiere” più difficile al mondo. Già quando si pensa di voler dare ai nostri figli,  tutto ciò che noi non abbiamo avuto, abbiamo commesso un errore; quando poi pensiamo che con il secondo figlio sarà diverso, ne abbiamo commesso un altro: ogni storia va contestualizzata e quindi anche gli atteggiamenti e le parole che adottiamo per un figlio magari non andranno bene per il secondo.

Certo è che, nella coscienza che non si può concedere tutto ai propri figli, a seconda dell’ età, sia la mamma che il papà, devono sicuramente costruire un rapporto basato su coccole e affetto, ma anche su disciplina, fermezza, limiti e divieti.

In quest’ ultimo caso, infatti, i genitori non devono vedere, nei capricci del bambino, un momento di restrizione che porta a farlo arrabbiare, ma anche un momento di protezione, che talvolta lo fa sentire al sicuro. Provate, infatti,  a soffermarvi su quante volte dite no ai vostri figli e provate ad analizzare insieme a loro il motivo di quella negazione. In questa maniera il bambino si sentirà protetto da voi, e imparerà a sviluppare al meglio le proprie risorse, e specie nei momenti di difficoltà, imparerà ad essere creativo. Dire sempre si, è troppo facile! I no dei genitori, diventano cosi un modo educativo stimolante e intenso, che aiutano il bambino a superare le frustrazioni dettate dalla negazione. Tutto ciò naturalmente ha valenza, se il genitore stesso è coerente. Non ha senso, infatti, dire no, magari alzare anche la voce e poi cedere, per l’ esasperazione dovuta al pianto. La disciplina aiuta i bambini a scoprire l’ importanza delle cose e a gioire del dono ricevuto(tanti regali, non verranno mai apprezzati abbastanza, perchè in loro è mancato il desiderio).