Amniocentesi: Si o No

Caterina Stabile

Amniocentesi-Si-o-No, Amniocentesi obbligatoriaAmniocentesi, Si o No .  L’amniocentesi è un esame al quale vengono sottoposte le gestanti, in casi particolari, e consiste in un prelievo transaddominale di liquido amniotico dall’utero, che fornisce dei campioni biologici che permettono di stabilire la diagnosi prenatale. Grazie a quest’ultimo esame si possono evidenziare eventuali problemi cromosomici come: la trisomia 21 ossia la Sindrome di Down, le malattie ereditarie del feto e le malattie del sistema nervoso centrale. Analizzando il liquido amniotico si stabilisce anche la sua carta d’identità cromosomica: ossia il cariotipo del feto. Qualora dall’analisi del liquido amniotico si evidenziasse un’anomalia i genitori possono decidere di ricorrere all’aborto.

L’amniocentesi viene consigliata soprattutto a quelle donne che hanno superato i 35 anni dal momento che con l’avanzare dell’età aumentano i casi di trisomia 21; ma questo esame è anche raccomandato qualora fosse presente il rischio di malattie ereditarie, o in quelle famiglie con precedenti casi di sindrome di down. L’amniocentesi può essere praticata fin dalla sedicesima settimana di gravidanza, ma può essere prescritta anche più tardi, oltre la ventesima settimana in caso di gravidanze a rischio, come quelle in cui si verifica l’incompatibilità del fattore Rh, qualora ci sia una sospetta malformazione neurologica o all’apparato digerente e, ancora, nei casi insofferenza fetale che necessitino un intervento immediato.

Prima di procedere con l’esame specifico viene eseguita per prima cosa un’ecografia che determina eventuali anomalie nel feto. Si osservano così l’attività cardiaca, l’estensione della placenta, le pareti dell’utero. Il medico, poi, esamina la posizione del feto ed il liquido amniotico. Si sceglie il punto di inserimento dell’ago, lontano dalla placenta e dalla testa del feto, dunque il feto non corre alcun rischio. Attraversando la parete addominale si procede al prelievo di 15-20 ml di liquido amniotico. L’amniocentesi non richiede l’anestesia in quanto si avverte un leggero fastidio, paragonabile a quello che si sente quando si fa una puntura normale. La durata dell’amniocentesi è di circa trenta minuti. In alcuni casi si possono presentare delle difficoltà, ad esempio nel caso in cui la placenta sia posizionata nella parte anteriore dell’utero o nel caso in cui la madre abbia un fattore Rh negativo. In questo caso è necessaria la somministrazione di immunoglobuline anti-D per prevenire un’eventuale immunizzazione Rh.

Dopo il prelievo si raccomanda alle future mamme un riposo assoluto per due giorni, astenendosi da qualsiasi sforzo. In caso di contrazioni, crampi, perdite di sangue o di liquido è opportuno contattare il medico. Bisogna comunque sottolineare che l’esame dell’amniocentesi comporta un rischio di aborto dello 0,5-1% (1 ogni 200 prelievi). Ogni madre deve avere piena consapevolezza delle motivazioni per cui effettuare questo esame e prima di esservi sottoposta, dovrà anche firmare il modulo del consenso informato all’esecuzione dell’amniocentesi.

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