Yamamay costumi da bagno 2012

Davide De Rose di Davide De Rose, 20 aprile 2012

costumi 2012,yamamay-costumi-da-bagno-2012-mare estateYamamay costumi da bagno 2012. Un’originale, sofisticata collezione di costumi disegnata dallo stilista brasiliano AMIR SLAMA per l’estate Yamamay 2012.

Bikini combinabili, costumi interi dai colori e dalle forme più inedite.

Modelli con tagli minimi e linee all’avanguardia come l’ONE PIECE (un modello di reggiseno con un’unica struttura che rende la vestibilità assai confortevole e sexi) sono gli elementi che caratterizzano questa “capsule collection” di Yamamay e la rendono elegante e contemporanea.

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La linea è completa di fuori acqua. Kaftani, camice e pantaloni dalle forme morbide per una vestibilità alternativa.

Gianluigi Cimmino, amministratore delegato di Yamamay e Carpisa ha trovato con Amir Slama un perfetto connubio tra armonia e stile propri della visione brasiliana sul costume perfettamente in sintonia con il brand Yamamay

Cosa c’è di speciale nel bikini brasiliano?

Il bikini brasiliano s’identifica con la donna brasiliana. Due piccoli pezzi di tessuto che da soli riescono ad identificare nel mondo la moda brasiliana fino a diventarne il sinonimo.

La moda brasiliana è oggi la sintesi del mix razziale, sociale, culturale, religioso che si è andato formando nel Paese fin dal periodo coloniale passando attraverso la fase imperiale prima e repubblicana poi, nella ricerca instancabile di un’identità nazionale che forse trova nel bikini la sua espressione più felice e gioiosa.

I costumi che sulla spiaggia ornano i corpi delle donne brasiliane danno luogo ad uno dei fenomeni più vivaci dei “body concious” nel mondo.

Donne alte o basse, slanciate o formose, tutte indossano il loro costume in maniera unica. Non si vergognano di esibire il loro corpo ed anche quando frementi esperti di moda le accusano di non avere senso del ridicolo, si tolgono la sabbia di dosso e sorridono.

Questa sicurezza è un grande incoraggiamento per ogni stilista che non è frenato nella continua espressione di una creatività senza limiti.

Oggi paradossalmente il costume brasiliano è celebrato alla grande negli Stati Uniti, è apprezzatissimo in Europa mentre in Sud America fa semplicemente parte del quotidiano senza particolari riconoscimenti.

Eppure dagli Anni ’50 se n’è fatta di strada: dagli enormi costumi degli anni ’50 e ’60, spesso brutta copia della moda europea, si è passati alla grande rivoluzione degli anni ’70 e ’80; grazie a stiliste come Rose de Primo, Luiza Brunet e Monique Evous le dimensioni si sono ridotte fino a pochi centimetri di tessuto ed è stata la vera rivoluzione.

Un urlo che si è sentito in tutto il mondo.

Inizialmente è stato il lato B delle brasiliane ad esplodere con il fragore di una bomba, poi si è andati verso una fase di maggiore equilibrio che ha considerato la donna nel suo armonioso insieme dopo la fase di rottura iniziale con gli schemi tradizionali.

 

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