Regole bon ton: gli errori più comuni che si fanno a tavola

Valeria Iavarone

Regole bon ton: gli errori più comuni che si fanno a tavola

Il galateo è molto esigente a tavola, tante infatti le regole di bon ton che i commensali infrango senza nemmeno saperlo.

Errori da non commettere a tavola

Durante i pranzi e le cene delle festività, tanti invitati e padroni/e di casa commettono gaffe ignorando di averlo fatto. In Italia il galateo è preciso e non perdona nessuno.

Vediamo insieme gli errori più comuni che commettono gli italiani quando sono a tavola:
  • Dire Buon appetito! Si crede che questa frase sia una cortesia, ma non lo è. Secondo gli aristocratici di un tempo, stare a tavola era l’occasione per poter parlare e conversare. Il cibo era solo il contorno della situazione, una specie di “occasione” che permetteva ai commensali di stare insieme. Inoltre i nobili non arrivavano mai a tavola affamati.
  • Brindare dicendo Cin Cin! Anche in tal caso è un’abitudine sbagliata. Quest’usanza proviene dalla moda orientale, quando nei salotti della borghesia si brindava. È una frase scorretta da utilizzare nelle occasioni formali, come la dicitura milanese “bollicine”. Il galateo vuole che si alzino semplicemente i calici e si faccia un leggero cenno. Se proprio si vuole fare un augurio, questo deve essere discreto e motivato.
  • Chiedere il sale! Il sale non va mai chiesto alla padrona di casa! Il sale nell’antichità era la moneta di scambio tra i commercianti. Se questo non è presente in tavola, chiederlo vuol dire: “Il piatto è sciapo, non mi piace”.
  • Non portare il telefonino a tavola! Mai come in questo millennio i cellulari sono sempre con noi, in qualsiasi occasione. Il galateo però ne vieta non solo l’uso ma anche il posizionarli sul tavolo. Stare a tavola è un’occasione per parlare e stare insieme.
  • Non allungare i piedi! I piedi vanno posti sotto la propria sedia e non allungati sotto al tavolo dando così fastidio al commensale posto difronte a voi.