Come valutare un diamante:

Marco Quintieri

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Come valutare un diamante: ecco le principali caratteristiche da conoscere quando lo si considera un ottimo investimento da rimettere sul mercato

Gli specialisti nella valutazione del diamante: i migliori alleati nelle operazioni di rivendita perché in grado di dare un esatto valore al gioiello e fare un’attenta analisi di mercato

I diamanti sono i migliori amici delle donne, la celebre frase attribuita a Marilyn Monroe può essere di attualità nel momento in cui pensiamo a questo oggetto di valore come ad una forma di investimento, da far valutare e rimettere sul mercato. E non solo per il genere femminile.

Taglio brillante, rotondo o a cono.

Quante cose da sapere sui diamanti. E quante informazioni che spesso creano confusione. Come ad esempio la questione dei brillanti. Sarà capitato di sentir parlare di anello con brillanti. Bene, per sgombrare il campo da ogni equivoco, possiamo subito affermare che si tratta semplicemente di un tipo di taglio, e non di un tipo di diamante. O meglio: si tratta della forma che può assumere un diamante attraverso un taglio particolare. Per questa ragione il vero oggetto di valore è il diamante, così raro e prezioso.

Si presenta simile ad un chicco di sale o ad frammento di vetro: è questo l’aspetto di un diamante grezzo. In base alle sue caratteristiche, dimensioni e impurità, viene poi tagliato in modi diversi, modi che definiscono il suo nome. Ecco che abbiamo un diamante taglio brillante, baguette, navette, o ancora a cuore o a goccia.

I diamanti si caratterizzano, e si contraddistinguono, anche per i loro colori.

Altro fattore, quindi, da tenere in considerazione e da conoscere. Le tonalità vanno dal bianco al giallo, identificati rispettivamente dalla lettera D, indicativa della massima gradazione di bianco, e dalla lettera Z, che indica il massimo del giallo. La lettera E segnala un bianco eccezionale, quello di alta gioielleria. Il colore più commerciale è senz’altro l’extra bianco, identificato dalle lettere G e H.

C’è poi la questione della purezza. Più un diamante è puro e maggiore è il suo prezzo. Dall’altissimo, al medio, al basso, fino all’ultimo grado, esiste un’apposita classifica che categorizza questa caratteristica importante. Solo per citarne una, la sigla IF identifica un diamante utilizzabile per gioielli unici, da collezione e dal costo elevato.

E infine la caratura: ossia il peso del diamante che si esprime con la lettera C. La tabella internazionale chiamata Rapaport definisce il costo di un diamante, suddividendolo in fasce di grandezza e di qualità.

Quando si stabilisce di voler acquistare o rivendere una gemma così preziosa come il diamante, è doveroso informarsi ma soprattutto affidarsi a degli esperti che siano anche aggiornati sulle condizioni di mercato del momento.

La sicurezza che il diamante offre in termini di mantenimento del suo valore, lo fa considerare da molti un ottimo investimento. Una sorta di rifugio economico non finanziario, sul lungo periodo. Fino a quando non si decide di rimetterlo sul mercato, vendendolo. A quel punto devono intervenire degli specialisti nella valutazione del diamante capaci di dare un valore esatto al gioiello. Come nel caso di Banco Diamanti che grazie ad un team di esperti gemmologi è in grado di garantire elevati standard qualitativi.