Come smettere di fumare

Caterina Stabile

Come smettere di fumareCome smettere di fumare. “Volere è potere”, questo forse è il metodo più efficiente per smettere di fumare. Infatti, il primo aiuto per rinunciare a questo vizio deve venire dallo stesso soggetto che deve convincersi di quello che vuole fare: senza questa convinzione, la dipendenza sarà più forte della volontà. Partendo dal presupposto che non esiste un metodo che libera in modo indolore dalla dipendenza è necessario fare affidamento sulla propria forza di volontà. Il fumatore ha una doppia dipendenza: dipendenza fisica (legata a delle sostanze) e dipendenza psicologica (legata alla ritualità).
Il fatto di smettere di fumare e pensare che si stia facendo la cosa più giusta per la propria ed altrui salute, non aiuta a liberarsi dal pensiero dalla sigaretta.
Non bisogna dare troppa importanza alle sigarette; all’inizio tutto sembrerà diverso, strano, quasi inutile, tutto avrà un diverso significato, ma smettere di fumare da soli è possibile. Se si decide di provare da soli è bene ricordare che le prime 24 ore dall’ultima sigaretta sono le più difficili e nei primi 4 giorni sono più intensi i sintomi dell’astinenza, che tendono ad attenuarsi dalla prima settimana al primo mese, mentre sensazioni di malessere come affaticabilità, irritabilità, difficoltà di concentrazione, aumento dell’appetito, possono persistere anche per alcuni mesi.

Tuttavia, il desiderio impellente di una sigaretta, dura solo pochi minuti e non è troppo difficile mettere in pratica delle strategie per distrarsi come bere un bicchiere d’acqua, fare una passeggiata, chiacchierare con qualcuno, masticare una gomma o una caramella senza zucchero. La nicotina è un anoressizzante: quindi, smettendo di fumare, è possibile un aumento di peso non superiore ai due o tre chili. Non tutti ingrassano, ma se non si vuole rischiare è sufficiente cambiare le proprie abitudini alimentari, riducendo la quantità di cibo, con una scansione di 3-5 pasti leggeri, bere molti liquidi, ridurre il consumo di alcolici, scegliere frutta e verdura quando si sente la necessità di mangiare qualcosa fra i pasti e, infine, aumentare l’attività fisica. Comunque può capitare di ricominciare a fumare e ciò può servire a riconoscere e ad affrontare meglio i momenti critici; le ricadute fanno parte del percorso per smettere di fumare e non devono scoraggiare.

Qualora non si riesce a smettere da soli, è necessario consultare il proprio medico di famiglia e decidere insieme un percorso da intraprendere. Le strategie per smettere di fumare comprendono delle terapie farmacologiche, la terapia con i sostitutivi della Nicotina (NRT) e il Bupropione che aiuta i fumatori ad attenuare i sintomi di astinenza; si stanno anche mettendo a punto nuovi farmaci, specificatamente per i fumatori, che diminuiscono il piacere associato al fumo. In alcuni casi anche il sostegno psicologico di operatori specializzati, può facilitare la decisione di rinunciare al fumo, attraverso il rafforzamento delle personali motivazioni; le terapie di gruppo aggiungono alle strategie cognitive e comportamentali la condivisione dei problemi e delle motivazioni con altri fumatori.